Burocrazia e aste deserte per le rinnovabili arriva l'ultima chiamata

| Gualtiero Walter Bellomo | News

Sulle rinnovabili l’Italia, bloccata da burocrazia e pregiudizi, frena e rischia di non centrare gli impegni internazionali.
Le ultime aste per assicurarsi gli incentivi per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili sono andate malissimo e la prossima non sembra abbia prospettive migliori. Gli obiettivi per salvare il pianeta che il nostro paese ha sottoscritto rischiano seriamente di non essere raggiunti.
Tutto ciò nonostante i notevoli investimenti degli operatori del settore nella predisposizione dei progetti.Una mole enorme di progetti di eolici e fotovoltaici sono stati presentati infatti in questi ultimi due-tre anni ma restano tutti incagliati nelle grinfie di una normativa che sembra fatta apposta per bloccare la realizzazione di impianti da FER.

Un progetto deve avere da 25 a 27 pareri/nulla osta/autorizzazioni, spesso da uffici senza personale sufficiente ed oberati di lavoro.Spesso funzionari e dirigenti cercano di fare il possibile e l’impossibile ma la mole di lavoro è enorme.Un esempio per tutti la DIrezione CRESS del MiTE che con un numero estremamente limitato di persone si deve sobbarcare la corretta attivazione e conclusione di centinaia di procedure VIA con un numero di persone che si contano sulle dita di una mano!!!!!! Fanno miracoli ma non possono farcela!!!

Questo è un esempio di burocrazia che cerca nelle difficoltà oggettive di fare il loro meglio ma coordinare 25/27 uffici che devono dare i pareri è un impresa titanica!!!! Se a questo si aggiunge che troppi uffici sono chiamati a dare pareri sulla base delle proprie soggettive opinioni/sensibilità senza che ci sia una griglia di valutazioni oggettive che difenda l’imprenditore da giudizi funzionali solo alle specifiche idee sul tema del singolo ufficio/dirigente il problema si complica. Uffici che si arrogano il diritto di esprimersi su materie non di loro competenza, pareri forniti sulla base di interessi di parte portano allo stallo nelle autorizzazioni.Snellire significa che se la norma individua aree non idonee alla realizzazione di impianti da FER all’interno di quelle aree un impianto non si può realizzare ma di contro all’esterno di quelle che sono indicate come aree non idonee non si possono trovare sempre delle scuse, anche le più disparate, per non permetterne la realizzazione!!!

Per saperne di più leggete l’articolo di Luca Pagni della Repubblica di 17/10/2021

Gualtiero Walter Bellomo

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